Una mattina difficile.
-Avanti.
Il suono della voce era freddo, il tono scocciato. Meridio era alla sua scrivania, intento a rileggere un tomo alla luce di una candela poco luminosa, che gli spifferi facevano ballare di continuo. Non mi stava guardando, tutto quello che potevo vedere era la sua chioma di capelli biondi troppo lunghi e il retro della sua camicia azzurra.
-Ascolta, ho visto che hai pulito la cucina.
-Sì, stamattina.
-No, intendo poco fa.
-L’ho pulita anche poco fa infatti. -Era acido, ma ero io nel torto. Che conversazione pessima mi trovavo a dover intavolare. -Altri trenta minuti buttati.
-Ascolta…
-Dimmi. -Si era girato, togliendosi gli occhialetti dal naso. Mi stava scrutando con quello che per lui doveva essere uno sguardo intimidatorio. A me bastava per sapere che era arrabbiato, anche se di certo non ero intimidito.