Piazza del Polesine.
In fondo alla piazza mi appariva imponente nelle sue sovrastrutture la Cupola. La folla si stava dirigendo proprio là, ma a destra, nella grande piazza del mercato delle erbe o il foro risario che dir si voglia. I portici ai lati ribollenti di produttori, al centro invece schivavo novizi discepoli in divisa nera, che mi risvegliavano ricordi di gioventù. All’angolo, l’edicola vendeva il giornale appena approvato e stampato, una ressa ragguardevole di persone che cercavano di accaparrarsene una copia e un titolo roboante: “Vittoria sui Cremonesi, unificazione vicina!”. Da credere? Io pensavo di no, naturalmente, ma quello che importa è che il popolino stia calmo, immagino. Proprio di fronte invece qualcosa che mi attirava forse anche di più: un bel banchetto risèro, con una pentola riscaldata di riso bollito e pesci fritti.