Piazza del Polesine: il banchetto.
Il banchetto del riséro consisteva in un lungo bancone, su cui era esposta la psina fritta e le pescette in pastella sotto aceto, da un pentolone riscaldato di riso bianco, e da una signora urlante e sgradevole. I vari recipienti in cui il pesce era esposto emanavano un odore delizioso, non certo “da colazione”, ma poco importava. In momenti come quello sentivo il peso della rispettabilità del discepolo a impormi di non indulgere in cibi odorosi e unti da popolino per poi recarmi al lavoro: immaginavo già le impronte di olio sui documenti e l’odore di pesce per tutto l’ufficio. Dall’altro lato, una certa quasi nostalgia, o risentimento per meglio dire, della vita che sarebbe potuta essere se non fossi stato scelto come discepolo: cibo come quello tutti i giorni, nel bene e nel male. Oppure niente cibo sulla tavola? Meglio non pensarci.
-Desideri? -la signora mi stava chiedendo con un sorriso vagamente forzato.