Perquisizione: foglietto.
Il protettore senza armi si avvicinava, dunque, mentre gli altri rimanevano allerta. Era davvero così necessario questo livello di sicurezza? Procedeva ad aprire la mia valigetta, svuotarmi le tasche della giacca e dei pantaloni, persino ad alzarmi il cappello, mentre si rimaneva in un silenzio teso. Vicino al cuore a mille, sapevo di avere nella tasca interna della giacca un foglietto che poteva significare la mia rovina, ma le mani del protettore non ci arrivarono mai.
-Questo? -Aveva estratto il mio quadernino e la penna.
-Miei appunti.
-Lei sa vero che portare penne o materiale da scrittura in un edificio postale è illecito, vero? -era il caporale ora che parlava.
-Si, ma in tutti i miei anni di servizio mi pareva di aver capito fosse più una prassi che una legge... -Non era abbastanza convincente. -Lo apra, se vuole vedere cosa segno.
Avendolo aperto, il caporale rideva quindi sotto i baffi. -Liste della spesa, titoli di libri... Che non ha letto... -Con un colpo di polso me lo riconsegnava. -Tenga, vada pure e scusi per il disagio.
-Di nulla, si figuri.
La trascrizione era salva.