Studio: il mio passato.
Vedevo allora Zerozero sprofondare solla sedia, ad occhi bassi, poi rialzati verso di me con fare interrogativo. -hai provato anche tu a passare il concorso?
-Non è un concorso, è questo il fatto. Puoi studiare quanto vuoi, io lo feci, ma alla fine sono i discepoli anziani a scegliere chi è nominato per il Senato.
-Avevo inteso che i criteri fossero di merito.
-Lo sono, ma è chi governa la città a decidere cos’è il merito e il merito decide chi governa la città.
-Governerà.
-Sì, ai tempi il Senato era giusto un organo in formazione, pensava ancora Plato al benessere della Respublica. Non mi dire che stai sperando che la morte del vecchio abbassi i criteri d’entrata! -Risi. Il clima forse si era disteso.
-No, no, certo che no. Mille anni a Plato. Intendevo solo che il passaggio di consegne da lui al senato sarà tra qualche mese, e allora forse…
-Forse?
-Beh, i discepoli comanderanno, come progettò Plato mezzo secolo fa. -Indicò il libro, il manifesto del gran cancelliere. -E immagino che si abbassi la soglia d’entrata. Qui si parla di un sistema rotazione.
Preferii non rispondere.
-Posso farti una domanda, Fausto?
-Certo, immagino. Dipende dalla domanda.
Zerozero metteva allora a riposo il tomo.
-La tua fedeltà è alla Respublica o a Plato?