Lo conosce?

-Ottimo, proseguiamo- tagliava dunque corto. -L’ho chiamata sia per incontrare uno dei miei impiegati più di lungo corso, sia per una questione specifica.

-Dica.

-Sono stato contattato da un assistente tecnico stamattina, che ha richiesto un incontro per l’installazione di nuove attrezzature.

-Spiegò.

-Nuove attrezzature? Ma le macchine non sono tutte di recentissima fattura?

-Sì. -Uno sbuffo. -Ma abbiamo anche carta bianca dalla direzione generale per gli ammodernamenti fino alla fine del prossimo mese.

-Fino alla fine dell’anno.

-Esatto. -Poi si alzava di colpo in piedi, avanzando verso di me e facendo il giro a destra della scrivania. La luce elettrica aveva fino a quel momento proiettato una barriera giallastra tra me e lui, che mi impediva di vederne le fattezze. Era un uomo sulla quarantina, sbarbato e con i capelli pettinati in un verso, occhialuto come tutti i postali, vestito in uniforme perfetta e con le scarpe lucide. Era soprattutto alto, imponente persino, una presenza che in quel momento iniziava a mettermi vagamente a disagio.

-E pensi, questo tecnico mi ha chiesto di parlare proprio con lei. Immagino vi conosciate.