Democrazia corrotta e corruttrice.
Ah, sembrava trattarsi di una trascrizione del discorso di Plato di questa mattina. Non che avessi voluto sapere nulla a riguardo. Ma ecco, qui, una questione interessante: “…Per questioni di salute il sommo cancelliere non ha potuto stamane presenziare alla declamazione del discorso, pronunciato per sua vece da Quinto Cestio, colonnello del terzo reggimento militi di stanza nella capitale”. Il contenuto sembrava un classico confronto tra l’ordine dello stato platonico e il caos delle democrazie meridionali. Eppure, con un tono estremamente aggressivo, da far rabbrividire. Molto particolare, cosa poteva essere successo? E perché tutti questi riferimenti al potere del cancelliere? Non è in piano la trasmissione dei poteri ai Discepoli. Probabilmente, pensavo, si trattava di un discorso volto a intimidire le nuove classi arricchite, frutto della coalizione di impresari discepoli e nati produttori, insediatesi nei territori delle espansioni, e al contempo a minacciare tutta quella serie di organizzazioni più o meno democratiche, più o meno sindacali. Ma era da lungo tempo che non si leggeva un Plato che minaccia e intimidisce. La situazione dell’ordine pubblico poteva forse essere così grave?